Migrazione alla versione 5.5 di PHP

Il problema

Molti di voi dopo aver letto il titolo di questo post, probabilmente avranno detto: “Mbhe, qual’è il problema ???”. Qualche tempo fa l’avrei detto anche io. Togli la versione corrente e installi l’ultima versione… e il gioco è fatto. È vero, questa è una soluzione, la più banale e lineare, ma non sempre applicabile, soprattutto quando la migrazione non va fatta per un’unico progetto e per un’unico sviluppatore, ma per tutta un’azienda e per tutti i progetti in manutenzione, evoluzione e progettazione.

Alcune Valutazioni

Partiamo dalle motivazioni che mi spingono verso la scelta di migrare ad una nuova versione del linguaggio. In prima istanza si tratta di performance. Da alcuni test che ho potuto svolgere e da altri riscontrati in rete l’ultima versione del PHP ha delle prestazioni superiori anche fino al 40% rispetto alla precedente. Già questa potrebbe essere una motivazione più che valida per affrontare il problema. La seconda motivazione, ed è quella che gioca un ruolo portante, è la compatibilità con le librerie. Con il tempo sempre più librerie, probabilmente quelle migliori, avranno come requisito questa ultima versione di PHP. Non allinearsi potrebbe realmente significare non poter utilizzare qualcosa di già pronto. Oggi è una libreria, domani magari un framework e quello che potervi fare in due ore sei costretto a dovertelo rifare da capo, per di più, con qualità anche inferiore. Non vorrei certo fare la fine di qualche società che sta ancora su PHP4 con la quale qualsiasi tipo di integrazione è impossibile. Continue reading “Migrazione alla versione 5.5 di PHP”

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Uno schermo che fa la differenza: quello di Jenkins

Capita di portare avanti un progetto con molte persone, parliamo di 6/7 persone, che magari sono distribuite in differenti team di lavoro (frontend/backend) e che per rendere le cose più semplici ( si fa per dire ) sono anche dislocate in diversi settori dell’ufficio. In questo contesto, quando i  tempi stringono ed è necessario tenere tutto sotto controllo, è molto produttivo mettere in piedi un sistema di continuous integration (da qui in poi CI) che sia in grado di stabilire quando c’è qualcosa che non va nell’eseguire la suite di test.

Bene, non è la prima volta che parlo di CI e soprattutto non è la prima volta che la metto in pratica per un progetto delicato. Ma questa volta c’è qualcosa di diverso, qualcosa di semplice, una mossa in più (anzi, due) che cambia tutto.

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Hudson + Symfony: insidie nascoste.

Tutto perfetto, tutto ok, commit solo con test verdi, hudson non rileva problemi da almeno 20 build. Si fa il checkout svn e giu con il build–all. Ma … si inchioda tutto, non riesce a buildare perché dice che gli manca una classe (base). Che cosa sarà mai successo???

Questo è lo scenario che si è creato qualche giorno fa sul progetto sul quale stiamo lavorando. Fortunatamente stiamo ancora in fase di test, quindi nessun problema, ma è stato proprio un fulmine a cel sereno.

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Continuous Integration con Hudson

Avessi avuto la stessa passione anche per gli argomenti che trattavano a scuola sarei stato il primo della classe!

Non è un post storico! Stavo ripensando agli Specch che ho seguito al phpday 2010.  E stato un continuo prendere appunti: software, modelli di sviluppo, tool. Insomma ho veramente fatto tesoro di tutto quello che ho potuto ascoltare. E senza pensarci su, tornato nella mia quotidianità ho cominciato piano piano a mettere in pratica tutto il possibile.

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Il mio phpday2010

Quest’anno per la prima volta, preso un po’ da questa onda social che non si era mai presentata in me, ho partecipato al #phpday2010.
Quest’anno posso dire: “C’ero anche io!”. Non che prima non conoscessi questa manifestazione, anzi, diciamo che l’ho sempre seguita … solo che a posteriori, su blog, riviste e quant’altro (in fondo sviluppo in php da quasi 10 anni).

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