EuHackaton 2011

eu hackaton

Sono le 6 di mattina, già 12h di fila che stai davanti a quello schermo. La stanchezza si fa sentire … e ormai già da più di qualche ora. I caffè non fanno praticamente più effetto e quando sei li li per chiederti chi te l’ha fatto fare, le carte in tavola cambiano: I componenti che i vari reparti del team stanno progettando cominciano a dialogare tra di loro. Ci siamo, “funziona”, beh ci vuole ancora qualche ritocco ma “funziona”.

Ecco, quello è stato il momento in cui le cose sono cambiate: la stanchezza è passata, l’adrenalina è entrata in circolo e tutto quello che prima sembrava opaco adesso non lo è più. Anzi è tutto molto chiaro come se aveste aggiustato la messa a fuoco del vostro obiettivo.

L’Euhackaton non comincia di certo in questo modo, anzi. A dire il vero comincia con una stretta di mano. La presentazione con il team. Non ci conosciamo, qualcuno a parte, siamo tutti nuovi l’un l’altro. Ci siamo sentiti molto spesso durante le ultime settimane per discutere del da farsi, ma parlare tramite skype e postarsi messaggi per mail non è proprio come lavorare insieme per 24h di fila.

Una cosa è certa: nessuno di noi si è messo in viaggio per vincere il premio. Abbiamo tutti partecipato solo ed esclusivamente per sfamare la nostra voglia di tecnologia e dare sfogo alla nostra passione, alla nostra necessità di metterci continuamente in gioco. Perché siamo tutti alla continua ricerca di quella sensazione che ti sà appagare più di qualsiasi altra cosa: il momento in cui quel qualcosa che tanto ti ha fatto penare per essere messo in piedi comincia a prendere forma e quindi a funzionare!

In quel momento ti senti appagato, soddisfatto, hai quel qualcosa in più che ti permette di andare avanti in quello che stai facendo e soprattutto, ti ricordi della prima volta che hai provato quella sensazione, quando hai capito che sarebbe stata la tua droga.

E man mano che vai avanti scopri i tuoi colleghi che prima erano solo dei nomi, poi dei volti, subito dopo diventare qualcuno di cui ti fidi e che stimi. Perché sono lì, lavorano (nonostante il sonno) e ci mettono la stessa passione che ci metti tu. E la conferma ce l’hai quando alla premiazione tutti insieme scopriamo che in realtà il premio era in denaro ed era anche una somma considerevole… Ma noi di certo non eravamo li per quello.

Ci siamo classificati terzi … ed io in realtà non dovevo neanche partecipare, ma questa è un’altra storia.

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